Vincent Van Gogh e il Giappone

Vincent Van Gogh e il Giappone

Riprende la stagione “La grande arte al cinema” di Nexo Digital e non potevo assolutamente perdermi il primo appuntamento con il film “Van Gogh e il Giappone”. 

Ogni volta che imparo qualcosa su Vincent, ho come l’impressione di scoprire una parte di me. Questa malinconia nel cuore lo ha reso fin da subito molto affine al mio modo di vedere le cose. La sua curiosità verso il Giappone  somiglia tanto al fascino che ha conquistato anche me, da qualche tempo.

E chissà che magari un giorno non mi svegli al mattino con le sue stesse doti artistiche!

Vincent Van Gogh e la sua ossessione per l’arte giapponese

Il docufilm, diretto da David Bickerstaff, nasce sulla base di una mostra che si è tenuta al Van Gogh Museum di Amsterdam ed è un approfondimenti sul legame tra Vincent e le influenze che ha avuto sulle sue opere l’arte giapponese. La corrente Japonisme, non fu solo l’ispirazione che stimolò Van Gogh a continuare le proprie produzioni ma contribuì ad instaurare in lui un modo nuovo di vedere le cose.

Un aspetto poco conosciuto, che io stessa ho ignorato fino a questo momento ma affascinante, perché ci permette di conoscere e apprezzare l’approccio che il pittore impressionista ha nei confronti delle novità. 

Non ci furono viaggi che avvicinarono l’animo di Vincent alla cultura giapponese: quando il paese del Sol Levante diede modo agli occidentali di conoscerlo, Parigi si riempì di questa cultura visuale a cui gli impressionisti non rimasero indifferenti. 

Van Gogh fu particolarmente colpito dalle ukiyo-e, stampe a matrice in legno dai colori vivaci e dai tratti semplici. La bidimensionalità fu il nuovo scopo di Vincent che si mise a lavorare sodo per poter assimilare quanto più possibile. 

Ne acquistò parecchie di stampe, qualcuna tentò anche di venderla.

La cosa bella che mi è rimasta di questo docufilm, è che Van Gogh per studiare le tavole le riproduceva. E nel farlo non ha perso il proprio stile inconfondibile. Ha modificato la scelta dei colori, passando da tonalità cupe a vivaci ma le pennellate sono rimaste quelle spesse e dal gesto veloce di cui mi sono innamorata fin dal primo sguardo… Ed è proprio lo sguardo che rimane piacevolmente colpito: gli zoom sui dettagli sono sempre le scene che preferisco!

Un’altra cosa che ho apprezzato è stata la narrazione attraverso la lettura di frasi tratte dalle lettere che Vincent scrisse al fratello. Credo siano un documento importante e mi piace che quando si parli di questo artista lo si faccia attraverso le sue righe. 

Vincent Van Gogh e il Giappone-locandina

VAN GOGH E IL GIAPPONE
16-17-18 settembre 2019
al cinema

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