“Salvador Dalí. La ricerca dell’immortalità”. Il maestro surrealista al cinema

Salvador Dalì la ricerca dell'immortalità

Baffi estrosi, una vita da bohémien, il profondo legame per Gala, Cadaqués.
Il surrealismo, il rapporto conflittuale con il padre, la ricerca dell’immortalità. 

La stagione autunnale del progetto la Grande Arte al Cinema di Nexo Digital ha inizio con Salvador Dalì, il maestro surrealista.

Dalì nasce nel 1904 a Figueres, una città della Catalogna, da una famiglia benestante. Un particolare rapporto di ammirazione reciproca lega Salvador alla sorella Ana Maria: in questi primi anni di attività il pittore inizia a lavorare ai ritratti di famiglia, sviluppando le proprie competenze artistiche. 

Dopo aver studiato e lavorato in varie zone di un’Europa molto prolifica dal punto di vista creativo, l’artista catalano si trasferisce a Cadaqués con l’intento di trasformare la sua dimora in uno studio sperimentale e casa da condividere con la sua amata. 

Questa città ha un ruolo fondamentale nella vita personale ed artistica di Dalì. Da qui infatti, si sviluppano due trame che si intrecciano per tutta la durata della sua vita. 

La casa di Lídia Noguer, vedova di un pescatore

Lidia Noguer ha un ruolo fondamentale nella vita artistica di Salvador Dalì.

La donna è vedova di un pescatore e vive nella baia di Portlligat. Col trascorrere dei pomeriggi insieme, tra una storia e l’altra con cui lei è solita ammaliare i ragazzi del posto, Dalì si è reso conto di essere attratto dal lato paranoico-critico che la donna cela tra le parole dei suoi racconti. 

Queste sensazioni lo scuotono nel profondo e così inizia il periodo di sperimentazione alla ricerca del proprio stile pittorico. 

Sono gli anni in cui, grazie ai suoi numerosi viaggi, entra in contatto nuove personalità: tra nuove amicizie e giornate trascorse in compagnia dei suoi colori, Salvador Dalì si lega in modo indissolubile al surrealismo. 

L’ottimo rapporto che il pittore ha sempre avuto con la famiglia comincia a sgretolarsi, il padre non approva queste sue nuove ambizioni. Dalla rottura nasce una voglia di rivalsa in Dalì che lo porta ad impegnarsi ancora di più nei suoi progetti per poter dimostrare il proprio valore. La sua ricerca dell’immortalità nasce dalla spensieratezza con cui crea, dall’incoscienza delle sue azioni, dal suo amore per Gala.

Gala: compagna e musa ispiratrice

Mi è piaciuto davvero molto il modo in cui Gala è stata presentata a noi spettatori. Ho apprezzato il personaggio non solo per il ruolo ma soprattutto per il carattere e la personalità che la contraddistingue.

A fine proiezione ho avuto la sensazione che l’elemento alla base della vita di Salvador Dalì fosse stato questo amore eterno e passionale verso Gala. 

La donna ha creato un legame molto intimo col pittore fin dal primo incontro: con uno sguardo ha colto il valore artistico di Dalì e sceglie di abbandonare la sua vita precedente per dedicarsi completamente a lui.

Lei, l’unica donna che lui abbia mai amato nella sua vita.

L’amore di Gala per Dalì mi è sembrato totalmente disinteressato e pure. Forse spinta da ammirazione, questa donna non si è annullata completamente per il suo amato ma ha lavorato con lui – non a livello artistico – creando una simbiosi, che al termine della loro vita insieme lascia esplodere una crisi profonda nel cuore di Salvador Dalì. 

Un uomo geniale e visionario che ci ha completamente ammaliato

Anche a qualche giorno di distanza dalla visione di questo documentario, mi ritrovo qui ad ipotizzare viaggi alla scoperta dei luoghi che hanno fatto parte della vita di Dalì.

Il progetto di realizzare la propria dimora-studio, tassello dopo tassello, ha lasciato un enorme patrimonio culturale artistico a Portlligat, che è possibile visitare.

Penso proprio che continuerò a sognare, sperando un giorno di poter godere di tutto questo da vicino! 

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