Henrì Matisse: dalla pittura alla drammaturgia

Henrì Matisse al Forte di Bard

Nell’estate appena trascorsa, la mia tappa al Forte di Bard (AO) ha previsto la visita di qualcosa di nuovo per me: “Henri Matisse. Sulla scena dell’arte”.

Sono stata un po’ dubbiosa se parlarne o meno qui sul blog perché, devo ammetterlo, non ne sono rimasta particolarmente colpita. Credo sia indubbiamente una mostra che valga la pena vivere e di cui mi rimarrà qualcosa di indissolubile sulla vita di Matisse. 

Probabilmente non essendo uno dei miei esponenti espressionisti preferiti, ho fatto fatica a seguire la storia e l’evoluzione dei suoi lavori.

P.S: Al Forte di Bard non si possono scattare fotografie all’interno delle mostre, motivo per cui questo articolo ne è privo.

Al Forte di Bard con Henri Matisse

Uno dei motivi che mi ha spinta a scegliere questa tra le mostre da visitare in Valle d’Aosta, è stato la sua struttura. Incentrata su un periodo specifico della vita dell’artista, con queste opere ho avuto l’occasione di conoscere un Henri Matisse a confronto con il teatro e la scenografia. 

Siamo intorno al 1919 e nei 35 anni successivi l’artista dedicherà la sua attenzione alla drammaturgia. Sceglie Nizza come luogo artistico da cui lasciarsi ispirare, per poi ripresentarsi al pubblico reinventato: abbandona la pittura per sempre e si dedica a forme espressive nuove. 

Questi ultimi anni della vita di Henrì Matisse prendono il nome di Période Nicoise e si compongono di 90 opere complessive, che al Forte di Bard il curatore Markus Müller ha suddiviso per noi in 7 sale tematiche che comprendono bozzetti, stampe, costumi e oggetti di scena. 

Un allestimento molto curato nei dettagli, che ho apprezzato perché nonostante si tratti di opere per lo più inedite di un artista eclettico e innovativo, la scelta degli spazi e delle luci non ha fatto perdere l’identità di monumento storico all’ala dedicata del Forte di Bard.

E trovo questo contrasto emozionante.

Inoltre, le curiosità con cui si viene a contatto durante il percorso sono moltissime, ogni sala ci presenta una sfumatura nuova del pittore.
Ho volutamente scelto il termine “venire a contatto” poiché non vi sono barriere che intercorrono tra noi e ciò che stiamo osservando. 

Questa vicinanza ci permette di scrutarne i dettagli e lasciarci trasportare dalle fantasie che dal nostro sguardo prendono forma. 

Un incantevole racconto visuale

Passo dopo passo, con “Henri Matisse. Sulla scena dell’arte” possiamo imparare a conoscere la pittura in movimento, una particolare tecnica che Henrì sviluppa proprio negli anni in cui si dedica alla scenografia.

Famosissima la sua  passione per le sue modelle, che egli stesso definiva “le attrici della sua arte”. È durante questi lavori che Matisse instaura rapporti molto profondi con i propri soggetti, alcuni professionali altri più intimi.

Dal fascino delle odalische, in cui tessuti e drappeggi di stampo orientale donano ai nudi femminili un fascino nuovo, al Jazz.

All’inizio degli anni ‘40 Henrì, infatti, sperimenta la papiers décupés, una tecnica di collage in cui le emozioni del colore si uniscono al rigore della linea.

Henrì Matisse. Sulla scena dell’arte  
Dal 7.07.2018 al 14.10.2018
Forte di Bard (AO)

Una vita eclettica e un’arte fatta di contrasti

Un’esperienza che mi ha arricchita in modo diverso dal solito, e in fondo è proprio questo che ognuno di noi cerca nell’arte. Ho scelto di visitare una mostra specifica su Henrì Matisse pur avendo i miei pregiudizi sull’artista e mi sono dovuta piacevolmente ricredere.

Hai ancora qualche giorno per visitare la mostra anche tu!

Se invece lo hai già fatto e vuoi scambiare la tua opinione con me, ti aspetto nei commenti. Mi piacerebbe capire se mi sono persa qualche dettaglio o se sono riuscita a cogliere tutti i messaggi di questa esposizione.

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