Martina

Capelli in disordine e sempre innamorata.

Per me scrivere è proprio questo: un viaggio nel disordine delle giornate per innamorarmi delle cose belle che ho vissuto. Almeno una volta al giorno.

E non importa che sia un viaggio silenzioso o rumoroso, in solitaria o in compagnia. Quello che importa è che mi tenga viva e mi sollevi dalla monotonia.

Il viaggio è ricerca.

Di ciò che di bello si può imparare, vedere, conoscere intorno a noi; è avventura, è scoperta. Quel qualcosa di straordinario e inaspettato che sta lì, dalla parte opposta del nostro punto di vista.

Sono fedele alla filosofia Wabi Sabi – 侘寂 – un termine giapponese il cui significato è un modo di vivere.
Un’attitudine alla bellezza che nella lingua italiana possiamo spiegare con tante parole… Ma qui, si tratta di fatti.

È riscoprire la bellezza di una vita spontanea, incompleta -forse- ma originale.

Ho scelto di scrivere di arte perché dietro ciò che cattura la nostra attenzione visiva, c’è sempre una storia che aspetta di essere colta. Con personalità.

C’è una frase di Stephen King che ho fatto mia: “Il tempo della vita e il tempo delle storie coincidono.”

Mi piace camminare a piedi scalzi e credo nel tempo anche se sono impaziente. Penso non debba essere sprecato facendo qualcosa che non ci faccia stare bene. Credo nel valore delle cose fatte con la testa, e ancor di più in quelle fatte con il cuore. Credo nelle seconde possibilità.

Sono una persona curiosa, introversa, precisina e legata alla manualità delle cose. Non bevo caffè, sono vegetariana, mi descrivono come un’inguaribile romantica e vivrei di pizza con le patatine fritte.

Un giorno un libraio mi definì eterea…

Mi ci sono riconosciuta subito in quelle parole, perché sì: sono la tipica ragazza a cui piace così, con la testa tra le nuvole. Per me l’autunno è uno stato d’animo.