Tra terre selvagge e buon vivere: toccata e fuga a Minorca

tra terre selvagge e mare a minorca

I primi sguardi fuori dal finestrino dell’aereo, mi hanno subito fatto percepire la sensazione di essere in un posto diverso: non dipende dalle terre selvagge anche se per me sono state una bella sorpresa. Sono i colori e l’atmosfera che si respira a fare la differenza!  

Mi ci è voluto un attimo prima di imparare a conoscere la terra che stavo percorrendo ed entrare in simbiosi con le abitudini del posto. 

Per me che abito in città, da sempre fedele ad una vita frenetica, l’isola mi è sembrata un mondo nuovo.

Le terre selvagge di Minorca

Il tragitto dall’aeroporto a Casa Bonita è stato un susseguirsi di curiosità: pur essendo una città, la pubblicità invasiva a cui sono abituata mancava. Una volta attraversato il centro più vivo, quello in cui è sviluppato il lato commerciale di Minorca, l’atmosfera si è fatta sempre più intima. 

Minorca è stata dichiarata dall’Unesco Riserva della Biosfera. Il paesaggio di tipo rurale si alterna ad aperta campagna in cui la vegetazione la fa da padrona.

Noi abbiamo scelto di girovagare a bordo di uno scooter, ed è così abbiamo potuto godere a pieno dei profumi e dei colori dell’isola.

Non solo i colori della natura circostante ma anche quelli delle abitazioni e dei piccoli paesini in cui perdersi a piedi.
Siamo stati a Binibequer Vell, un piccolo centro abitativo ricostruito a sembianza dei villaggi di pescatori…

Un borgo che si affaccia sul porto con viuzze interne e cartelli che invitano a far silenzio.

L’arte dei muretti

Dal 2018 sono patrimonio Unesco anche questi incredibili muretti a secco, caratteristica principale del paesaggio. Sono costruzioni di artisti e artigiani, fondamentali per mantenere l’equilibrio ecologico! 

«I muretti hanno un ruolo vitale nel prevenire frane, inondazioni e valanghe e nel combattere l’erosione e la desertificazione del suolo, incrementando la biodiversità e creando le giuste condizioni microclimatiche per l’agricoltura».

Unesco
Tra terre selvagge: muretto a secco

Che cosa ho imparato a Minorca?

Da quando ho iniziato a viaggiare, una delle cose che mi sono ripromessa di fare è quella di cercare di vivere quei giorni con i ritmi e le abitudini degli abitanti del posto. 

Sull’isola di Minorca non puoi fare altrimenti!
Ho notato con piacere che non si è trasformata a misura di turista ma è riuscita a mantenere le proprie abitudini -come la siesta!- e le propria cultura soprattutto a tavola. Mi ricorda un po’ l’esperienza a Matera: abitazioni arroccate e molta arte intorno!

Le spiagge o per meglio dire le calette, seppur a volte attrezzate, non hanno perso il loro stampo selvaggio. La sabbia bianca e l’acqua azzurrissima creano un piacevole contrasto con la costa frastagliata e la vegetazione vigorosa.

Una piccola oasi di pace, tranquillità, ordine e pulizia. Una scelta per chi ama il mare e prendere il sole, le passeggiate all’aria aperta e la mondanità che questo luogo magico riesce a regalarci!

Considerando il viaggio… Da rifare!

In questo periodo dell’anno con un volo diretto in meno di 2 ore si arriva comodamente a destinazione. Noi abbiamo alloggiato nella parte meridionale dell’isola, a Sant Llui e con una permanenza di 3 giorni, non siamo riusciti a spingerci verso la parte settentrionale. 

Quindi, assolutamente un viaggio da ripetersi!

Spero di averti trasmesso la meraviglia che ho ancora nel cuore e di averti incuriosito quanto basta per farti mettere Minorca nella lista delle prossime mete. Se invece ci sei già stato, devi assolutamente raccontarmi la tua esperienza e darmi qualche consiglio per il mio prossimo tour. Grazie in anticipo!

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